Avete presente quei film thriller in cui la polizia arriva sul luogo del delitto quando tutto è già accaduto e l’assassino ha avuto anche il tempo di prendersi un caffè prima di andarsene?
Bene, questa sensazione di fallimento, l’ho provata quest’estate nella città in cui vivo, Parma, quando quasi un migliaio di cittadini, indignati per la corrotta gestione comunale, si sono mobilitati per mesi davanti al municipio per chiedere a gran voce le dimissioni del Sindaco Vignali e della sua Giunta.
Mobilitazione sacrosanta, di fronte al giro di mazzette che gli assessori intascavano per gli appalti pubblici e al debito che il primo cittadino assieme alla sua squadra ha accumulato nei quattro anni di legislatura: quasi 600 milioni di euro sul bilancio comunale, dovuto a un indisciplinato controllo sulle operazioni da parte delle società partecipate.
Attirando a sé l’intero circo mediatico nazionale, il movimento dei cittadini ha poi giocato un ruolo fondamentale nelle tanto attese dimissioni che il Sindaco, asserragliato nel palazzo comunale, ha dovuto rassegnare alla fine del mese di settembre.
Ora, la missione è stata compiuta, Vignali e i suoi compagni sono stati deposti e al loro posto, in attesa delle elezioni in primavera, siede un commissario. La soddisfazione per la partecipazione attiva della Società Civile c’è, però, se si fosse arrivati prima, il Sindaco non avrebbe avuto nemmeno il tempo di prenderlo, un caffè.